Quella volta dell’Associazione

Fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, giusto? Quanto mi piace quando i proverbi, anche quelli più semplici e basilari si incastonano perfettamente in frammenti di vita quotidiana.
Beh che è successo vi chiederete voi… eccomi qua.

Sera inoltrata, navigo nei meandri della rete facendo ricerche fluttuanti che mi portano da una parte all’altra di questo oceano informatico. L’obiettivo che mi sono prefissata è quello di trovare un cosiddetto “lavoretto”, un’entrata secondaria per sopperire a piccole necessità ed avere un gruzzoletto personale da poter investire in autonomia.
Tra siti web che elencano i migliori nuovi lavori 2021 in ordine per richiesta di mercato, compenso salariale o abilità bizzarre richieste alla fine capito in un portale che suddivide annunci di lavoro per categoria e provincia.

Da quando c’è stato il Covid l’anno scorso, la gente è più aperta a offrire lavoro in smart working e quindi i primi annunci che scorro sono aperti a qualsiasi persona, uomo o donna che sia, unica peculiarità è che siano dotati di computer, connessione internet e propensione all’ascolto.

“NO VENDITA DIRETTA” “NO CALL CENTER” “NO TELEMARKETING”

Insomma una pacchia pensando di dover eliminare dalla lista dei possibili datori di lavoro tutti quelle “aziende” che propongono la vendita porta a porta di chissà che detergenti di produzione americana o i salottini con le giumente che acquistano prodotti per il benessere delle loro pelli a gruppi di 3×3, o ancora quei loschi figuri che ti propongono pannelli solari “che si pagano da soli”, ma che per ricevere a casa devi prima sborsare cifre astronomiche…

Questa volta mi sa che ho trovato il “lavoretto” che fa al caso mio.

Invio la mia candidatura e il giorno dopo mi arriva un messaggio Whatsapp che mi dice che per maggiori informazioni viene rimandato tutto ad un webinar conoscitivo.
Ok, non ho ancora capito di che tipo di lavoro si tratta, ma voglio saperne di più, ovvio, quindi rispondo e da Whatsapp passiamo a Messenger questa volta con un bot di autorisposta che mi chiede la mail, il nome, il cognome e mi invia un link per un appuntamento su Zoom (per fortuna che tutto questo non è successo durante le circa 5 ore di blackout del nostro amico Zucky

Uno screenshot dell’intervento pubblico di Mark Zuckerberg dopo il pesante “blackout del suo impero del 05 ottobre 2021

altrimenti ci sarebbe toccato vedersi su Telegram… ad ogni modo il mio appuntamento con la verità mi viene fissato per martedì mattina (lunedì pomeriggio infatti ho un impegno) ma, un po’ perché aspettare ancora 5 giorni per capire di che lavoro si tratti mi fa stare troppo sulle spine e un po’ perché comunque voglio arrivare a martedì mattina preparata, clicco sul link della diretta per vedere che tutto funzioni… ed effettivamente funziona.

Uno straordinario esempio dell’uso di Photoshop per rappresentare la mascolinità dell’energia

Entro praticamente a gamba tesa in un’acceso monologo tenuto da un certo Francesco De Poli che urlando a gran voce con accento palesemente veneto (poi dalle ricerche ho scoperto registrarsi su Padova nel suo Linkedin) srotola una per una le domande che un nutrito gruppo di persone (tra cui avrei dovuto esserci anch’io martedì mattina) che stanno o meno per essere pescate dalle sue varie lenze gettate nel suo stagno.

Nel momento in cui entro (fortunatamente a microfono e telecamera spenti) stanno parlando di energia, si parla di bollette e di risparmio.
Lì per lì mi son detta, magari ho beccato giusto un “momento metafora”, non sarà mica da vendere contratti di energia, no? Sono stata attenta anche se era l’una, quando ho inviato la candidatura!

Ma poi lo spettacolo del signor De Poli è continuato sulla stessa onda e le domande a cui rispondeva erano abbastanza ricorrenti ed il tema rimaneva sempre lo stesso: luce, gas e risparmio in bolletta.
Che palle! L’ennesima proposta di lavoro che non vorrei mai fare.
Stavo per chiudere la finestra di Zoom e cancellare i messaggi del bot, ma ad un tratto la voce squillante del titolare di Union Energia risponde ad un signore che si interpellava sul tipo di contratto necessario per “entrare nella scuola”…
Scuola? Entrare? Contratto?
Ma di che stiamo parlando?

Lo showman padovano spiega che se la sua “scuola di formazione” fosse a pagamento costerebbe anche 2500 euro per tutte le informazioni che lui benevolmente dà e che per questo sarebbe inacessibile praticamente a più della metà dei 20mila utenti che ad oggi risultano clienti di Union Energia, inoltre uno “con i soldi” potrebbe benissimo pagare, entrare e rubarsi i clienti e i suoi preziosi trucchi.
È per questi motivi che chi vuol far parte della sua città di smeraldo non deve sganciare neanche un euro, basta solo intestare una o entrambe le bollette (si parla sempre e solo di luce e gas) e stipulare un contratto con loro!

“Da quanti mesi non paghi le bollette Antonella? Dillo, dillo a tutti” “Da 20 mesi!” “E tu Costantino?” “Io sono esattamente 18 mesi che non pago bollette, ogni mese apro la mail col sorriso perché quello che trovo in fattura è un conguaglio di cui non devo pagare nulla”.

E con questo clima il Francescone nazionale potrebbe vincere le elezioni promettendo a quanta più umanità l’energia gratis!

Beh, a qualcuno, a te che sei arrivato/a fino a qua con la lettura forse un dubbio ti è già sorto… ma a me, anche se l’idea me l’ero già fatta, piace sviscerare le cose e per questo ho fatto un minimo di ricerca ed ho scoperto che in rete non tutti gli utenti sono come “Alessandra” e “Costantino” (o come si chiamava..).
Molti di loro sono ricorsi a vie legali perché dove per qualcuno è gratis c’è qualcun altro che paga e quindi amici, parenti e conoscenti circuiti da nuove leve che per avere la loro bolletta gratis (o perlomeno il sogno di questa) li mettevano in pasto ai lupi e si trovavano a pagare anche il doppio dei costi sostenuti in precedenza.
E questo non lo dico io, ma i vari recensori su Google, Trustpilot e associazioni consumatori.

Bene, chiuso questo patetico capitolo che mi ha ricordato quanta gente creda ancora alle favole, qualche ora dopo, mentre mi occupavo di lavoro serio, mi arriva il secondo contatto della giornata.

Questa volta sembra che il mio seminare della sera precedente abbia dato un bel frutto!

Si perché un altro annuncio a cui avevo inviato la mia candidatura recitava esattamente così:

“Arte& Colors, associazione artistica seleziona varie figure professionali settore grafico, per esecuzioni lavori, disegno a mano libera/pittore settore arte per lavori a tema libero e su commissione per realizzazione di opere
Ai candidati sono richieste competenze pittoriche, titolo di studi accademici oppure diploma liceo artistico. Il lavoro potrà essere svolto interamente da casa.
Inviare il proprio curriculum, un recapito telefonico e/o un’ indirizzo email a cui inviare maggiore informazioni su quanto offerto e richiesto”.

Caspita stanno cercando proprio me! Formazione artistica, lavoro da casa, settore dell’arte… che fortuna, la mia candidatura dev’essere andata a segno!

Ed eccoci in contatto con Erik, che per avere un nome così esotico, ha un chiaro accento calabrese (o comunque mediterraneo).
Il signore mi approccia con una serie di messaggi Whatsapp in cui mi dice che ha ricevuto la mia candidatura, che si tratta di un lavoro di pittura e chiede quando sono disponibile per una chiamata.
Caspita, anche subito! Voglio assolutamente approfondire questa opportunità caduta dal cielo! Gli rispondo che sono libera e che se vuole possiamo sentirci, ma che mi scriva un messaggio perché purtroppo qui il telefono prende poco e mi devo spostare all’esterno.
Nessun problema, mi manda un vocale in cui mi dice che mi chiama tra 10 minuti.
Ottimo, farò a tempo a mettermi comoda… e invece no, dopo neanche un minuto mi arriva la sua chiamata Whatsapp. Strano, beh, si vede che si è liberato prima, penso io.

“Ciao Giusy (e già mi sale la carogna), ti ho chiamata qui perché sul telefono non mi dava la disponibilità” (aahhh ma allora i messaggi li leggi… vabbé poco importa).
“Allora ti spieco, si tratta di un lavoro di pittura…” (si ok, pittura è un po’ generico e vorrei capire un po’ meglio se si tratta di natura morta, ritratto, decorazione di piastrelle in ceramica, o se mi devo vestire da imbianchino, son pronta a tutto, ma tra una e l’altra c’è differenza)
“ti spieco: noi ti mandiamo delle tavole di 20×30 ed ogni tavola va disegnata o dipinta o con un soggetto che consegnamo noi da ricopiare o interpretata liberamente.
All’inizio vengono richieste 10 tavole, pagate 10 o 12 euro l’una, a seconta se le fai a matita o ad acrilico” (ah ok, 10€ l’una è una miseria, ma magari sono soggetti semplici e cose particolarmente veloci da fare, io dopotutto sto cercando un arrotondamento, mica un primo stipendio…)
“Tuh hai competenze in pittura?” (se leggevi la candidatura e il messaggio che ti ho scritto ti rispondevi da solo, ma comunque) “Si, ho frequentato il liceo artistico alle superiori e poi l’università, anche se attualmente pratico poco, la mano comunque mi è rimasta…”
“Pene! Noi ti dicevo, abbiamo pisogno di persone a cui inviare queste tafolette che poi ci occupiamo di ritirare con i nostri corrieri, A CARICO NOSTRO. I pacamenti li facciamo ogni 30 ciorni e tu, hai partita iva?” (eh si, come ti avevo scritto)
“no sai, perché con le partite iva è un proplema, ci devi pacare le tasse, i corrieri sono a carico tuo… invece, essendo un’associazzzzione se ti tesseri hai tutto incluso e non devi fare nessuna dichiarazione dei redditi…” (beh si, lo posso capire). “Ti spieco, l’iscrizione come associata costa 10€ al mese, ma è niente se pensi che già con il primo ordine ti prenti 100€ in tasca!”
(“ok, può starci” mi ripeto, con la vana speranza di un lavoretto artistico da casa)
“Adesso ti manto un link così veti qualche esempio di tavole che chietiamo e poi ti chiamo tra mezzora così mi tici se ti interessa”.

E mi manda questa roba: https://www.artandcolorsonweb.com/

Da telefono (dato che non ho avuto il tempo di portarmi davanti alla mia postazione al pc) faccio fatica a capire se le tavolette richieste siano tutte complesse come gli esempi riportati nella sezione “opere

da lui indicatami come spunto, ma non passano che 2 minuti che mi richiama per dirmi che per poter “accetere” a questo lavoro, come prima cosa mi devo tesserare e ovviamente il tesseramento può essere fatto per 6 o 12 mesi, previo bonifico, ovviamente.
“Ma Erik, e se il mio stile pittorico non va bene, non incontra il gusto dei vostri clienti, non ricevo offerte, non posso pagare un solo mese, così da fare una prova?” “No, no, non ti tefi preoccupare! Noi accettiamo tutto! Atesso, per esempio, habbiamo grante richiesta di ritratti di border collie”
“Si, ma anche lo stile pittorico cambia a seconda della persona, no? Io qui nel sito ho visto solo cose molto complesse…”
“Stàh tranquilla, atesso ti mando un paio di foto di esempi delle taffolette, così veti”

– E qui apro una parentesi di rammarico perché, prima di bloccare il suo numero, non ho salvato le foto di esempio e di questo me ne pento davvero tanto perché in questo momento avrei voluto condividerle con voi –

Un giglio rosso shock, una coppia di limoni che se quelli secchi in frigo li vedono chiedono se stanno bene, un peperone con anfora che, povero lui, poteva morire meglio e la cosa che mi è balzata all’occhio e che accumunava queste 3 foto era il tipo di ripresa della foto. Quando fai una foto “d’esempio” solitamente il soggetto che vuoi mostrare è al centro, magari ha sfondo ed elementi che disturbano attorno, ma solitamente il soggetto è centrale, no? Caspita, anche le foto Whatsapp delle misurazioni della pressione di mio padre, per quanto a volte siano mosse, ma vedono sempre il soggetto al centro.. e invece che mi propone Erik? No, lui si vede che è un artista e le foto che fa sono artistiche.. e quindi le sue taffolette sono di lato, mezze tagliate come se, mi immagino la scena, lui stava per fare la foto ed ad un certo punto arriva uno e lo spinge via, ma Erik non demorde e allora fotografa i gigli attaccati al muro, ma il suo nemico antifotografico gli dice ancora “No!” e gli fa tagliare metà soggetto; Erik non si da per vinto e tenta con l’ultimo e niente, neanche con gli agrumi ha fortuna e li smezza.
Erik però non ha tempo da perdere e quindi non le rifà e veloce come la sua parlantina ed il suo orologio biologico che gli fa attraversare secoli al ritmo di un anno al giorno, invia le sue belle foto artistiche e fulminamente mi richiama per assicurarsi che io le abbia ricevute.
“Grazie Erik, si, ho visto… eh ok, adesso si capisce un po’ meglio… sai, avevo visto gli esempi del sito e vedevo solo olio su tela, mi pareva strano..”
“NO! NO! ah ah, quello è perché con la tessera, come associata puoi avere il tuo profilo e vendere anche opere tue, con tutte le caratteristiche che vuoi tu! E non lì non riceviamo nessuna commissione!”
“ahhh ok ok ahahah”
“Ascolta atesso tefi andare nel sito e iscriferti! Selezioni il tipo ti abbonamento di 6 o 12 mesi e poi ti arriva una mail e ti chiamo”
“Si, ma Erik devo fare meno mesi però..”
“Ci sareppe la possipilità di fare 3 mesi, ma costano 60€; 3 mesi 60€, 6 mesi 90€, 12 mesi 120€, capisci? Ma devi fare una ricarica postepay all’associazione”…
“Ah ok Erik, capisco. Allora adesso vado al computer e mi iscrivo!”
“Fa pene, ti richiamo quanto feto la mail con il ponifico!”

E bon ho plokkato Erik.

Si perché oltre al fetore che emanava questa storia ho voluto avere la conferma con una ricerca online… e, (LINK) rispetto alla “setta dell’energia”, dove di recensioni quelli ne avevano anche di positive
(tutto da vedere sul fatto di chi sia chi recensisce, ma questo è un altro discorso), il povero Erik è accerchiato dagli haters che, per inseguire il sogno di lavorare come artisti si sono associati veramente alla Arte&Colors di Lecce e dopo aver pagato, chi più chi meno mensilità al buon Erik, non hanno più ricevuto risposta (né tanto meno compensi per le loro “taffolette”).

Eggià, com’è dura la vita degli artisti.

In “copertina” un particolare de “La Morte di Marat” di Jacques-Louis David.
Per chi volesse approfondire, questo è il Link a Wikipedia.

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