Gatti sulle tastiere

Si, succede praticamente ogni anno. Agosto, prima settimana inoltrata. Il cliente, per il quale stai lavorando da dicembre dell’anno precedente al rinnovo del suo sito web decide finalmente di darti retta e prende in considerazione le dozzine di mail e telefonate che gli hai fatto nell’intento di fornirti dei materiali (testi o foto o semplicemente informazioni di cui sembra che solo il titolare sia a conoscenza, neanche fosse il Professor Xavier di XMen) e ti invia una mail di 2 pagine con “poche semplici modifiche” rispetto all’Html che hai buttato giù a Marzo.
Lo chiami e ti passano il responsabile Marketing 12enne assunto solo perché i giovani stanno sempre su per il computer e quegli aggeggi là “Si, guarda, allora non vogliamo più un sito fatto di una pagina così lunga come ci hai proposto (ovvero un One Page), vogliamo che quando uno entra si trova una bella foto che pesa 11 Mega e poi quando va nel menù, ogni voce di menù apre un’altra “sezione” (=dicesi “Sezione”, nel linguaggio del cliente, un’altra pagina html), dove si troverà difronte ad un’altra scelta fatta a blocchi che, se cliccati apriranno altrettante “sezioni” ognuna con all’interno una bella galleria di 180 immagini in alta risoluzione, che ti ho fornito in allegato. Il top, soprattutto per il 77% di visualizzazioni su mobile.

Allora tu che sei stremata come neanche avessi passato la gestazione, ti fai forza e affronti il travaglio, butti giù il Petrus, fai ammenda silenziosa con la sacra bibbia del graphic design (che i santi Glaser, Rand e Vignelli ed il Sacro Spirito della Finezza e dell’Eleganza abbiano pietà di te) e decidi di trasformarti in Flash Gordon e consegnare il mapazzone SENZABATTERECIGLIO prima che l’amministrazione non se ne vada ai Caraibi.

Setup della scrivania da sinistra verso destra:
– mail del cliente stampata, dove hai speso mezza giornata per decifrare e quindi tradurre i termini “clienteschi” in termini di progettazione e programmazione (…ah quindi “sezione” vuol dire “pagina html”..aaaahhh.. ok, ora ci siamo…),
– appunti in forma di check-list della mail del cliente,
– monitor verticalizzato per la stesura dell’html,
– pc, che con 45° all’ombra si sta praticamente liquefacendo e punisce i tuoi polsi con il calore delle fiamme facendoti sentire vivo (e in colpa per quello che stai facendo), con aperto l’FTP che stai ingozzando di nuove pagine e file come ne La grande abbuffata e Photoshop per ridurre il peso dei 3568 file in HD che ti ha inviato il cliente con il suo account premium DropBox e che la povera connessione Adsl è riuscita a scaricare durante la notte, poi si è accesa una sigaretta e bevuta un integratore di vitamine..,
– ipad per controllare gli aggiornamenti delle 40 pagine che stai caricando per il cliente nello spazio web che gli hai riservato sul tuo server, senza dover dar troppi compiti al pc, che è già tanto che non si sia autoincendiato per ammutinamento,
– tabacco e cartine, i tuoi unici amici in questa vita desolata,
– la ventoletta che hai comprato a 19.99 che di per sé ti butta addosso l’aria calda e ti fa sciogliere le sopracciglia.
– il telefono che stai pensando se staccare per evitare qualsiasi minima interruzione di concentrazione che neanche in The hurt locker erano così presi (e rifletti se non sia più semplice ingaggiare Bradley Cooper che con le armi di precisione un minimo di dimistichezza ce l’ha e magari ti potrebbe fare un favore..)
– infine il gatto, disteso per terra, che ti guarda con compassione e un misto di schifo e pietà per la tua anima.


Per senso di dignità ho preferito questa foto da Stock, piuttosto che la vera scrivania

Bene, secondo i piani, se non assumo liquidi fino a compimento del lavoro, e quindi non avrò lo stimolo della pipì, non mi alzo dalla postazione se non per svuotare il posacenere e far tornare la circolazione agli arti quando diventano blu, dovrei farcela…
h19.25 Si, ce l’ho fatta. Grazie ai mantra di Bruce Lee e Pai Mei anche questa è fatta. L’anteprima del sito è online, la mail che riassume tutti i 50 link alle varie pagine è inviata al cliente ed alla sfilza di persone in CC che hanno da dire la loro in merito e la fattura di saldo è pronta per l’invio. Manca l’ultimo ingrediente… la telefonata per avvisare di quanto fatto…
“Siiii buongiorno PippoFrancoSoluitions, come posso esserle utile?…” “Si, salve, sono Susy Simonetto, la ragazza del sito, avrei bisogno di parlare con “PippoFranco”, è disponibile?” “Un attimo, attenda…” “…” “…..la Primavera di Vivaldi….” (e qui pensi a quanto cagare ti abbia sempre fatto questa musichetta e speri di non arrivare fino all’Inverno, che in realtà è il concerto che più ami dei quattro).. “…. Siiiii, è ancora in linea?” “Si, si, mi dica, c’è PippoFranco?” “No, guardi, è ancora impegnato con dei clienti dalle 14.30, le consiglio di richiamare domani…TU TU TU TU TU.”



E allora capisci che alti, bassi, magri o grassi, siamo tutti sulla stessa barca, a remi, guidata da dei clienti malefici che ti fanno girare nella baia per il 99% dei giorni e poi si decidono e arrivi al porto in una giornata afosa.


Io al computer in modalità assassina

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